‘Dedicato a…’ il calcio italiano: la 31a del dopo terremoto e prima della Pasqua

Ancelotti in tribuna dopo l'espulsione - © SKY SportPer il calendario c’era la Pasqua da festeggiare, per la storia d’Italia i morti del terremoto in Abruzzo da onorare. I minuti di silenzio negli stadi, i richiami alla responsabilità ed alla correttezza dei tesserati: la tessitura preventiva della trama retorica di un calcio italiano da buon esempio era bell’e pronta.
Ed invece? Come nel geniale blob del piccolo schermo, ecco a voi ‘Scene dalla 31a giornata’: un collage di episodi in prosa (fuori dal campo) ed in versi (dentro il rettangolo verde) senza aggiunta di ulteriori commenti; buona Pasqua a tutti i lettori.
(da Televideo) Fair play dimenticato a Roma dopo il derby. E pensare che il pomeriggio era cominciato con un minuto di silenzio veramente toccante per le vittime del terremoto in Abruzzo. Tafferugli subito a fine partita tra i tifosi (romanisti armati di bastoni avrebbero attaccato un gruppo di laziali). Incidenti proseguiti sulle banchine del Tevere. Nelle vicinanze due tifosi (uno in moto l’altro in auto) mollano i mezzi per menarsi. Alla fine 2 arresti e 5 denunce. Nello stadio, accerchiato da tifosi romanisti della Tevere, un operatore del Tg Lazio Rai, per cercare di riparare, è caduto ferendosi in modo lieve.
(da Mediavideo) Circa 200 tifosi, in un clima di tensione, hanno atteso i giocatori del Bologna all’uscita degli spogliatoi dopo l’1-4 col Siena. I calciatori sono dovuti passare tra due ali di contestatori che hanno fatto volare insulti pesanti. Mihajlovic, saputo cosa stava succedendo, attraverso il tunnel dello stadio ha raggiunto i giocatori, affrontando la situazione e fermandosi a parlare con i tifosi.
Terzo tempo con rissa al Franchi. Nel tunnel degli spogliatoi è scoppiata una lite tra il viola Felipe Melo e Lopez del Cagliari, che ha rimediato un pugno. L’episodio, denunciato anche dal tecnico rossoblu Allegri (”Lopez è stato spaccato”) sarebbe stato l’epilogo di una certa tensione nata in campo tra giocatori sudamericani. Alla scena ha assistito anche un rappresentante dell’ufficio indagini, che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta.

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Dichiarazioni dalla 30a: questioni di “relatività” promossa (perché “applicata al calcio”)

Il 2° gol di Palombo - © SKY Sport“Dipende, da che dipende? Da che punto guardi il mondo tutto dipende” il ritornello di un brano musicale spagnoleggiante di qualche anno fa; “Qualità, condizione di ciò che è relativo, non assoluto nel suo significato o valore” la definizione del vocabolario nella libreria di casa: “Relatività”, stiamo alludendo proprio a te, nume tutelare del pluralismo d’opinione ma pure alleata diabolica dell’occultamento di verità.

“Relatività”, anche le leggi matematiche ti si sono arrese nel secolo scorso: “Principio fisico matematico, attestante l’inesistenza di osservatori o di sistemi di riferimento privilegiati per lo studio dei fenomeni meccanici e fisici, e quindi l’inesistenza d’uno spazio e d’un tempo assoluti” (sempre citando ‘Il nuovo Zingarelli’).

Non esistono dunque, in questa caduca vita terrena, lo spazio/tempo assoluto che sia ‘uno’ e quell’iperuranio del ‘Così è’; l’umano – insegna Pirandello – è piuttosto ‘centomila’ improntato dal ‘Così è (se vi pare)’.

Immaginate ora cosa può diventare la “relatività” quando, da principio ispiratore delle libertà di opinione e coscienza, si immiserisce a faziosità tendente alla mistificazione. Senza voler scomodare esempi ‘alla Capezzone’ troppo seriosamente professionistici, restiamo volentieri nel nostro ambito del calcio, certo meno nobile della politica italiana, ma almeno maggiormente spontaneo in quelle che sono le reazioni a caldo del dopo gara dei simpatici mister.

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